I CONSERVANTI

Alcuni possono essere tossici, dannosi, irritanti o addirittura cancerogeni o allergizzanti.
I conservanti più diffusi sono i Parabeni in quanto molto efficaci e a basso costo;
Come agiscono sulla pelle?
Sono irritanti, tanto che nei trucchi e nei prodotti skincare che si applicano anche nel perioculare, possono causare lacrimazione;
possono anche far sviluppare intolleranze e sono potenziali interferenti endocrini ( possono cioè alterare il funzionamento del nostro sistema ormonale).

I PROFUMI

I profumi (tutti, anche quelli di origine vegetale) sono potenzialmente allergizzanti.
Come agiscono sulla pelle?
Il rischio per le pelli sensibili è quello di sviluppare dermatiti o allergie, più o meno gravi a seconda della predisposizione del singolo individuo, che possono interessare anche occhi, naso e gola.
Si possono sviluppare dermatite da contatto irritante (la pelle diventa rossa, si squama e prude), e dermatite da contatto allergica (i sintomi includono rossore, gonfiore, prurito e anche vescicole)

I DERIVATI DEL PETROLIO

Possono esercitare un’azione comedogena, ovvero favorire la comparsa di brufoli e punti neri, oltre ad essere altamente inquinanti.
Come agiscono sulla pelle?
Questi composti creano una patina filmante, come una pellicola vera e propria, sulla pelle. I pori sono occlusi e l’ossigenazione del tessuto è sfavorita.
Inoltre il naturale equilibrio del film idrolipidico della nostra pelle è compromesso: il poro, tappato da queste sostanze, non riesce infatti a rilasciare normalmente il sebo, che rimane intrappolato sotto la pelle, causando potenzialmente un’infiammazione che darà luogo a un brufolo.

I SILICONI

Anch’essi sono sostanze filmanti anche se meno dannose dei petrolati, che riempiono le rughette e danno un finto aspetto levigato alla pelle. Sono difficili da rimuovere del tutto quindi la frequenza nell’uso del prodotto può produrre un effetto accumulo che limita l’efficacia dei prodotti applicati successivamente e sul lungo termine non fa respirare bene la pelle rendendo l’incarnato grigio e spento.
Come agiscono sulla pelle?
Quando la pelle viene coperta da queste sostanze,
si creano condizioni attraverso le quali riceve falsi messaggi di idratazione e di conseguenza le difese naturali si indeboliscono.
La nostra pelle evapora costantemente acqua (grazie alla TEWL= trans epidermal water loss) e trattiene per se l’acqua necessaria (grazie alla WHC= water holding capacity)
Se sulla superficie incontra una pellicola di “plastiche”, entrambe queste capacità di adattamento vengono disturbate, innescando un disidratazione cronica, che ha una serie di conseguenze distruttive (alterazione del turn over cellulare che rende la pelle fragile e sottile, infiammazione cronica e vasodilatazione).

L’ALCOOL

E’ una sostanza igroscopica, cioè attrae a sé molta acqua, svolgendo un’azione disidratante.
Come agisce sulla pelle?
E’ grado di alterarne il film idrolipidico rimuovendo acqua, vitamine antiossidanti e sostanze lipidiche dallo strato corneo e denaturando le proteine che lo compongono, in questo modo la funzione della barriera cutanea è compromessa: quello che succede nell’utilizzo prolungato infatti è che le membrane delle cellule dell’epidermide diventano sempre più permeabili e quindi più soggetta ad “aggressioni” esterne.
L’inevitabile conseguenza è la comparsa prematura di rughe e imperfezioni della pelle, l’insorgenza di macchie, venature e arrossamenti decisamente antiestetici e una cute opaca e rovinata.
Un’ulteriore conseguenza può essere quella di ottenere nel tempo l’effetto opposto: in risposta al suo super potere sgrassante, la pelle si infiamma e produce molto più sebo, che può poi dar luogo a papule infiammate e dolorose o acne. Per questo è sconsigliato anche per le pelli più grasse.
Infine, qualora ci fossero, aggrava velocemente le patologie dermatologiche preesistenti, soprattutto eczemi e psoriasi.

I COLORANTI DI ORIGINE ANIMALE

La nostra linea è anche vegana quindi abbiamo preferito avvalerci di coloranti di origine vegetale o di sintesi piuttosto che di ingredienti derivati dagli animali

IL NICHEL

A livello mondiale, circa l’8% della popolazione soffre di allergia al nichel e la percentuale aumenta se ci si focalizza sulle aree più industrializzate, che sono maggiormente esposte a questo elemento.
Si trova negli alimenti, nei metalli e nei cosmetici tradizionali, come scarto di lavorazione.
Sono pochissimi i prodotti cosmetici anallergici al 100%, in quanto la legge in Italia consente la vendita di prodotti Nickel Tested, in cui questa sostanza è comunque contenuta, ma al di sotto di una certa quantità considerata dannosa.
Si ritiene che le persone allergiche non abbiano reazioni dovute all’esposizione a cosmetici con concentrazioni di nichel inferiori a 1 ppm, cioè a una parte per milione.
Ecco perché, allora, il limite di tolleranza raccomandato è pari a 1 ppm ‘parti per milione’ (1 mg/kg = 0,000001 %)
Dunque sulle etichette di alcuni cosmetici potreste trovare l’indicazione Nichel Tested < 1 ppm, con un valore massimo di 5 ppm.
Come agisce sulla pelle?
La Sindrome da allergia sistemica al Nichel (SNAS), consiste in una sensibilità superiore alla norma a questo metallo.
Il sintomo più comune per chi ne soffre è il prurito cronico accompagnato al rossore, sovente combinato con un’eruzione cutanea che talvolta presenta delle crosticine, oppure possono insorgere veri e propri eritemi e dermatiti da contatto localizzate.
Questo si veifica quando Il pH acido del sudore della pelle riesce a separar gli ioni dal metallo ed essi entrano poi in contatto con il sistema immunitario, che nel soggetto allergico da luogo a una reazione eccessiva.

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